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La crescita economica mondiale ha rallentato a settembre con la produzione industriale cinese in continua flessione così come la crescita del comparto manifatturiero nell’eurozona e la situazione negli USA stabile. Le ultime indagini condotte in Asia, Europa e America hanno tracciato un quadro piuttosto fosco della situazione economica globale e ciò potrebbe tradursi nella possibilità da parte delle banche di allentare ulteriormente le politiche monetarie. Le indagini sul comparto industriale e dei servizi in Cina hanno mostrato che la seconda principale economia mondiale starebbe rallentando a un ritmo ancora più veloce del previsto, con pesanti tagli dei posti di lavoro. Le preoccupazioni sulla Cina e sulla volatilità dei mercati globali sono tra le principali ragioni che hanno spinto la Fed a non alzare i tassi di interesse il mese scorso.

Valute:  Il dollaro ha perso terreno sulle principali valute giovedì dopo che i dati hanno mostrato che l’attività manifatturiera negli USA ha rallentato ancora a settembre e che le richieste di sussidi alla disoccupazione sono salite più del previsto settimana scorsa. Il dollaro è in ribasso sullo yen con USD/JPY in flessione dello 0,13% a 119,70. Il dollaro è in ribasso anche sulla sterlina con GBP/USD in flessione dello 0,22% a 1,5161. Il dollaro ha perso terreno anche sull’euro con EUR/USD in rialzo dello 0,11% a 1,1161. EURUSD è scambiato tra $1,1208 e 1,1136. GBPUSD è scambiato tra $1,5180 e 1,5108. Il cross USDJPY è scambiato tra 120,28 e 119,50.

Greggio:  I future sul greggio negli USA hanno perso terreno giovedì con gli investitori che hanno dovuto digerire una serie di report sulle scorte interne settimana scorsa e con l’attenzione che è rimasta focalizzata sull’accordo nucleare siglato dall’Iran sull’eccedenza di offerta globale. Il greggio con consegna a novembre è stato scambiato nell’ampio intervallo tra $44,64 e $47,08 al barile prima di attestarsi a $44,75, in flessione di 0,34 ossia dello 0,75%. Il Brent con consegna a novembre è stato scambiato tra $47,64 e $49,83 al barile prima di chiudere a $47,67, in flessione di 0,68 ossia dell’ 1,40%.

Oro:  Il prezzo dell’oro è scambiato al ribasso e ha toccando il minimo a due settimane giovedì. L’oro con consegna a dicembre è stato scambiato nello stretto intervallo tra $1.110,40 e $1.118,50 all’oncia prima di attestarsi a $1.114,50, in flessione di $0,70 ossia dell’ 0,06%.

Indici:  A Francoforte, alla chiusura,  il DAX ha ceduto l’1,57%. I titoli azionari statunitensi erano in rialzo dopo la chiusura di giovedì e il FTSE100 ha guadagnato lo 0,18%. I titoli azionari francesi hanno perso terreno dopo la chiusura di giovedì e il CAC400 ha ceduto lo 0,65%. Alla chiusura di Madrid, l’IBEX 35 ha guadagnato lo 0,08%.

Dopo un breve rally i titoli azionari hanno perso terreno nella mattinata per poi recuperare le perdite giovedì pomeriggio. I tre principali indici statunitensi alla fine della sessione erano ancora in territorio negativo. Il Dow Jones industrial average ha ceduto lo 0,50%, l’S&P500 il 0,30% e il Nasdaq lo 0,40%.

Il Shanghai Composite è salito del 0,50% mentre il Nikkei 225 dell’1,92%.

Calendario economico
Venerdì 02.10.15:
 

Orario

Valuta

Evento

Previsione

Precedente

1:30am

EUR

Parla il Presidente della BCE, Draghi

 

 

 7:00am

EUR

Variazione Disoccupazione in Spagna

17,9mila

21,7mila

8:30am

GBP

Indice PMI Costruzioni

57,5

57,3

12:30pm

USD

Retribuzione media oraria m/m

0,20%

0,30%

12:30pm

USD

Variazione occupazione non agricola

202mila

173mila

12:30pm

USD

Tasso di Disoccupazione

5,10%

5,10%

2:00pm

USD

Ordinativi all’industria m/m

-0,90%

0,40%

5:30pm

USD

 Parla il membro FOMC, Fischer

 

 

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