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Il dollaro ha toccato il massimo a tre mesi venerdì e i titoli azionari mondiali hanno registrato la loro quinta settimana in rialzo su sei, prima della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro negli USA che potrebbe spingere la Fed a decidere si alzare i tassi di interesse dopo quasi un decennio.
Le scommesse sulla decisione della Fed si sono riaperte dopo l’ultimo meeting tenuto dalla banca centrale americana. La crescita dei posti di lavoro negli USA è aumentata a ottobre e il tasso di disoccupazione ha toccato il minimo a sette anni e mezzo pari al 5%; questo notizie fanno aumentare la probabilità che la Fed assuma la decisione di alzare i tassi a dicembre. Gli occupati dei comparti non agricoli sono aumentati di 271.000 unità il mese scorso, il maggior incremento da dicembre 2014, secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Lavoro venerdì. Inoltre, la retribuzione oraria media è aumentata di 9 centesimi.

Valute:  Il dollaro è rimasto sui massimi a sei mesi rispetto alle altre principali valute venerdì dopo che la pubblicazione dei solidi dati sull’occupazione negli USA ha fatto aumentare le speranze che la Fed alzerà i tassi a dicembre. Il dollaro ha recuperato sull’euro, con EURUSD scambiato tra 1,0894 e 1,0708, in flessione dell’1,25%, vicino al minimo a sei mesi (1,0747).
Il dollaro è in rialzo anche sulla sterlina, con GBPUSD scambiato tra 1,5220 e 1,5028, in flessione dello 0,89% vicino al minimo a sei mesi di 1,5072.
Il cross USDJPY è stato scambiato tra 123,27 e 121,39, in rialzo dell’1,15%, vicino al massimo a due mesi e mezzo a 123,13.

Greggio:  Il prezzo del greggio ha chiuso la settimana in perdita venerdì a causa dell’eccesso di offerta  e del rafforzamento del dollaro. Il prezzo benchmark ha recuperato un certo terreno all’inizio della sessione di trading, ma ha poi ripiegato.
Il greggio è in fase rialzista ed è scambiato tra 45,03 e 43,92. Anche il brent è in fase rialzista ed è scambiato tra 47,95 e 47,02.

Oro:  L’oro ha toccato un nuovo minimo a tre mesi sulla scia del rafforzamento del dollaro e dei solidi risultati del mercato del lavoro.
Al Comex di New York, l’oro con consegna a dicembre  è stato scambiato tra $1.084,60 e $1.109,70 l’oncia prima di attestarsi a $1.088,00, in flessione dell’1,47%. L’oro ha ceduto circa l’8% dal 28 ottobre ossia dall’inizio della fase discendente. Ad un certo punto venerdì, l’oro è sceso al minimo dal 7 agosto. Il metallo è vicino al minimo a sei anni e mezzo (registrato a luglio) quando era sceso sotto 1.080 l’oncia durante una scivolata durata 10 giorni.

Indici:  I titoli azionari italiani hanno recuperato venerdì grazie al rialzo dei titoli Finanziari, Tecnologici e del comparto Viaggi & Tempo Libero. Alla chiusura di Milano il MIB 40 ha guadagnato l’1,33%.
I titoli azionari francesi si sono mossi al rialzo venerdì grazie al rialzo dei titoli del comparto Aerospaziale & Difesa, Bancario, Macchinari Elettronici. Alla chiusura di Parigi, il CAC 40 ha guadagnato lo 0,08% toccando il nuovo massimo a 1 mese.
I titoli azionari spagnoli hanno recuperato venerdì grazie al rialzo dei titoli dei Servizi finanziari & Immobiliari, Servizi al Consumo, Costruzioni. Alla chiusura di Madrid, l’IBEX 35 ha guadagnato lo 0,21%.

I titoli azionari tedeschi i si sono mossi al rialzo venerdì grazie al rialzo dei titoli del comparto Costruzioni, Trasporti & Logistica, Farmaceutico & Sanitario. Alla chiusura di Francoforte il DAX è salito dello 0,92%, toccando il nuovo massimo a 1 mese.
I titoli azionari statunitensi  hanno chiuso in ribasso venerdì con perdite soprattutto nel comparto Servizi & Distribuzione macchinari petroliferi, Minerario e Impianti Elettrici. A Londra, il FTSE100 ha perso lo 0,16%.

I titoli azionari giapponesi si sono mossi al rialzo venerdì grazie al rialzo dei titoli del comparto Minerali Non metallici, Energia e Vendite al dettaglio.
Alla chiusura di Tokio, il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,78% toccando il nuovo massimo a 1 mese.
Alla chiusura, lo US30 si è mosso al ribasso tra 17912 e 17768 (-0,07%), anche l’S&P500 ha chiuso in negativo tra 2102,15 e 2084,15 (-0,34), mentre il Nasdaq ha oscillato tra 5144,0 e 5092,9 (+0,08%).

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