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L’Eurostat, l'organismo di analisi statistiche dell’UE, ha reso noto venerdì che il tasso di inflazione annuo nella zona euro è rimasto invariato a settembre rispetto alle stime che si aspettavano un aumento dello 0,1%, dopo la flessione dello 0,1% registrata il mese scorso. I dati hanno inoltre mostrato che il tasso di disoccupazione nella zona euro è sceso al 10,8% il mese scorso rispetto al 10,9% di agosto, il cui dato era stato rivisto dalla stima precedente pari all'11%. Gli analisti avevano previsto che il tasso di disoccupazione rimanesse all’11% a settembre.

L’Ufficio statunitense di analisi economiche ha reso noto venerdì che la spesa personale è salita dello 0,1% il mese scorso, deludendo le stime che si aspettavano un aumento dello 0,2% dopo l’aumento dello 0,4% ad agosto.  Sempre venerdì, i dati hanno mostrato che il costo del lavoro negli USA è salito dello 0,6% nel terzo trimestre, in linea con le previsioni.

Valute: Il dollaro ha esteso le perdite rispetto alle altre principali valute venerdì, dal momento che il rilascio di deboli dati economici negli USA ha alimentato le preoccupazioni in merito alla forza dell’economia.  Se da un parte gli ottimistici dati sull’inflazione e la disoccupazione nella zona euro hanno favorito la moneta unica, le preoccupazioni sulla solidità dell’economia statunitense hanno colpito negativamente il biglietto verde. La coppia EURUSD si è mossa al rialzo tra $1,0965 e $1,1072. Il cross GBPUSD è anch’esso stato scambiato al rialzo tra $1,5308 e $1,5468. USDJPY è stato scambiato al ribasso tra ¥121,47 e ¥120,28.

Greggio:    I future sul petrolio statunitense sono saliti vicino al massimo a due settimane venerdì, agevolati dall’indebolimento del dollaro e nonostante le aspettative per un aumento dei tassi prima della fine dell’anno abbia limitato i guadagni. Il Brent del Mare del Nord ha guadagnato terreno, scambiato tra $48,30 e $49,74. Il light crude statunitense ha anch’esso recuperato terreno, scambiato tra $45,48 e $46,80.

Oro: Il metallo prezioso è rimasto vicino al minimo a tre settimane sulla scia delle nuove indicazioni secondo cui la Fed potrebbe alzare di tassi prima della fine dell’anno. Sul Comex di New York, l’oro è stato scambiato al ribasso nell’ampio intervallo tra $1.149,80 e $1.138,90 l’oncia.

Indici:    I titoli azionari nella maggior parte dei mercati asiatici hanno perso terreno  venerdì, ad eccezione del NIKKEI. Alla chiusura, lo Shanghai Composite ha perso lo 0,80%. Alla chiusura di Tokio, il NIKKEI ha guadagnato lo 0,78%. I mercati europei hanno avuto un andamento contrastante l’ultimo giorno di negoziazione di ottobre dopo che gli indici di tutto il mondo hanno registrato rally nelle settimane precedenti concludendo uno dei migliori mesi degli ultimi anni.  La fiducia dei consumatori è rimasta sostenuta per tutto il mese dal momento che molte banche centrali  si sono mantenute vicine a politiche monetarie favorevoli al mercato. A Francoforte, alla chiusura,  il DAX ha guadagnato lo 0,46%.  Alla chiusura di Parigi, il CAC 40 ha guadagnato lo 0,24%. Alla chiusura di Madrid, l’IBEX 35 ha perso lo 0,35%. Infine a Londra il FTSE ha chiuso con una flessione dello 0,54%.

Gli indici azionari statunitensi si sono mossi al ribasso venerdì con gli investitori influenzati da report contrastanti ma ancora influenzati positivamente dalle migliori performance registrate negli ultimi 4 anni. Alla chiusura il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,52%. L’S&P 500 ha perso lo 0,58% e il Nasdaq composite lo 0,40%.

Calendario economico
Lunedì 02.11.15:
 

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1:45am

CNY

 

Indice PMI Caixin Manifatturiero 

47,7

47,2

8:15am

CHF

 

Vendite al Dettaglio a/a

0,20%

-0,30%

8:15am 

EUR

 

Spagna Indice PMI Manifatturiero

51,9

51,7

9:30am

GBP

 

Indice PMI Manifatturiero

51,3

51,5

3:00pm

USD

 

Indice PMI ISM Manifatturiero

50

50,2

5:00pm

USD

 

 Parla il membro FOMC, Williams

 

 

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