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Le speculazioni circa la nuova mossa della Banca del Giappone hanno dominato i mercati mercoledì dal momento che un’agenzia vicina alla banca giapponese ha reso noto che quest’ultima potrebbe fermarsi dal continuare a tagliare i tassi nell’incontro di settimana prossima. Il report non ha completamente escluso tale azione ma ha fatto riferimento al fatto che la BOJ potrebbe preferire aumentare gli acquisti di asset al taglio dei tassi. Dopo che la Cina ha registrato la peggiore flessione nelle esportazioni degli ultimi sei anni, l’ufficio doganale asiatico ha annunciato un piano di taglio dei costi per facilitare gli scambi.

L’Ufficio Nazionale di Statistica del Regno Unito ha reso noto che la produzione industriale è salita dello 0,3% a gennaio dopo essere diminuita dell'1,1% a dicembre. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5%. La produzione industriale è salita dello 0,2% a gennaio rispetto all’anno precedente, in linea con le stime. La produzione manifatturiera è aumentata dello 0,7% dopo la flessione dello 0,3% a dicembre, il primo incremento in quattro mesi e migliore delle previsioni (+0,2%).

Mercoledì i dati hanno mostrato che negli USA il numero di richieste di mutui è salito settimana scorsa per la prima volta in tre settimane grazie al leggero aumento dei tassi di interesse. L’indice dei mercati ipotecari è salito ad un tasso annuo destagionalizzato dello 0,2% nella settimana che si è concluso il 4 marzo a 497,3.

Valute: Il dollaro ha perso terreno sulle altre principali valute mercoledì rimanendo intorno ai minimi a due settimane con gli investitori in attesa del prossimo incontro della BCE e a causa del permanere dei timori sulla crescita globale. La coppia EURUSD è rimasta relativamente stabile, scambiata tra $1,0946 e 1,1035. Il cross GBPUSD è anch’esso rimasto relativamente stabile tra $1,4177 e $1,4242. USDJPY è stato scambiato al rialzo tra ¥112,23 e ¥113,44.

Greggio: Il petrolio ha registrato un andamento molto positivo mercoledì dopo che i dati hanno mostrato che le forniture di petrolio negli USA sono salite meno del previsto settimana scorsa. Sul mercato ICE, il Brent del Mare del Nord ha guadagnato terreno, scambiato tra $39,39 e $41,18. Sul NYME, il light crude statunitense è stato scambiato al rialzo tra $36,24 e $38,51.

Oro: I future sull’oro hanno ceduto pesantemente terreno mercoledì a causa del fatto che la ripresa dei prezzi del petrolio e dei titoli azionari ha penalizzato il metallo. Sul Comex di New York, l’oro è stato scambiato al ribasso nell’ampio intervallo tra $1.265,70 e $1.243,60 l’oncia.

Indici: I titoli azionari hanno chiuso quasi tutti al ribasso in Asia, mentre i titoli azionari cinesi hanno perso terreno a causa della pubblicazione di dati economici negativi e dell’instabilità del prezzo del petrolio che continua a far preoccupare i mercati. Alla chiusura di Tokio, il NIKKEI ha ceduto lo 0,84%. Alla chiusura di Shanghai, l’Hang Seng ha ceduto lo 0,08%.  I mercati azionari europei si sono mantenuti intorno alle recenti performance positive a un mese. A Francoforte, alla chiusura, il DAX ha guadagnato lo 0,27%. Alla chiusura di Parigi, il CAC 40 ha guadagnato lo 0,47%. Alla chiusura di Madrid, l’IBEX 35 ha guadagnato lo 0,24%. Infine a Londra il FTSE ha chiuso in rialzo dello 0,38%.

Wall Street ha guadagnato terreno mercoledì trascinata dai titoli energetici e dalle speranze che i maggiori produttori di petrolio potrebbero decidere di congelare la produzione. Alla chiusura, il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo dello 0,21%. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,59% e il Nasdaq composite lo 0,55%.

Calendario economico
Giovedì 10 marzo 2016
 

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