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USD/JPY – lo yen ha guadagnato terreno rispetto al dollaro ed è scambiato intorno a 117,00 mentre i titoli azionari nazionali continuano a scendere. Il primo ministro giapponese Abe ha approvato stanotte un bilancio per 812 miliardi di dollari per l’anno fiscale a partire dal primo aprile. Con il debito pubblico giapponese che vale il doppio del PIL, il settore industriale che sta portando il peso maggiore, Abe sta cercando di riportare il benessere fiscale rilanciando la crescita della terza principale economia mondiale.

AUD/USD – il dollaro australiano si è indebolito ed è scambiato intorno a 0,8070 dal momento che un calo del valore del rame ha portato a un indebolimento della richiesta delle materie prime del paese. Il rallentamento della crescita in Cina, il principale partner commerciale dell’Australia e il calo del prezzo delle materie prime australiane hanno portato il dollaro australiano a scendere verso valori come 0,8030 verso il dollaro nel corso della settimana scorsa. Il peggioramento della quotazione del dollaro australiano potrebbe portare a un miglioramento delle prospettive dei due principali prodotti esportati dall’Australia - ferro e carbone - grazie anche al contemporaneo rafforzamento del dollaro e al possibile innalzamento dei tassi che la Fed potrebbe decidere quest’anno. Un taglio di 50 punti base da parte della RBA è già stato scontato dal mercato secondo gli analisti e quindi non dovrebbero più verificarsi grandi flessioni nel dollaro australiano.

USD/CAD – il dollaro canadese è sceso rispetto al biglietto verde ed è scambiato a 1,1995. La flessione del prezzo del greggio costituisce un elemento negativo per l’economia canadese e potrebbe far slittare la ripresa, secondo quanto affermato dal vice governatore della banca del Canada, Lane.

EUR/USD – l’euro ha perso terreno ieri sul dollaro ed è scambiato intorno a 1,1780 sulla scia dei timori degli investitori che la BCE possa annunciare settimana prossima nuovi aggressivi programmi di stimolo economico nel tentativo di rilanciare la stagnante economia dell’eurozona.

Materie Prime

GREGGIO – il prezzo continua a scendere e ieri era scambiato intorno a 44,60.

RAME – ha toccato i livelli più bassi degli ultimi sei anni ed è scambiato intorno a 2,5 sulla base dell’ipotesi secondo cui la richiesta di materie prime non sarebbe sufficiente a contrastare l’eccesso di offerta innescando un selloff nei metalli per l’industria.

Calendario economico

USD – 13:30 GMT – Vendite al dettaglio Core – previsione 0,1%

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