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L’inflazione sui prezzi al consumo nell’eurozona è stata inaspettatamente rivista al rialzo a novembre, facendo così aumentare le preoccupazioni in merito alle pressioni deflazionistiche, secondo quanto riportato mercoledì dai dati ufficiali. In un report, l’Eurostat ha reso noto che l’inflazione sui prezzi al consumo è salita ad un tasso annuo destagionalizzato pari allo 0,2% lo scorso mese, in rialzo rispetto alla stima preliminare dello 0,1%. L’inflazione nell’eurozona è salita dello 0,1% a ottobre. L’attività del settore privato in Germania è cresciuta al ritmo più lento negli ultimi due mesi, facendo diminuire l’ottimismo sulla salute della principale economia dell’eurozona, secondo quanto mostrato nei dati preliminari di mercoledì. Markit ha reso noto che l’indice flash comlessivo destagionalizzato della Produzione in Germania, che misura la produzione complessiva sia del comparto manifatturiero che dei servizi, è diminuito dal 55,2 a novembre al 54,9 a dicembre, al di sotto quindi alle previsioni (55,3).  La Fed, come previsto, ha votato mercoledì per alzare il range del benchmark del tasso dei Fondi Federali, concludendo così una politica di tassi a zero portata avanti dalla banca centrale statunitense dopo la Crisi finanziaria e volta a mettere in salvo la più importante economia mondiale dalla peggiore catastrofe degli ultimi 70 anni.

La produzione industriale negli USA è diminuita per la quarta volta consecutiva a novembre facendo diminuire l’ottimismo sulla salute dell’economia, secondo quanto riportato dai dati ufficiali mercoledì. In un report la Fed ha reso noto che la produzione industriale è scesa ad un tasso annuo destagionalizzato dello 0,6% il mese scorso, deludendo le aspettative che avevano previsto una flessione dello 0,1%. Nel frattempo, la produzione manifatturiera è rimasta stabile il mese scorso, al di sotto delle previsioni con un incremento dello 0,1% e dopo l’incremento dello 0,3% a ottobre. In un altro report, il Dipartimento del Commercio statunitense ha reso noto che la costruzione di nuove abitazioni è salita del 10,5% per toccare un tasso annuo destagionalizzato di 1,173 milioni di unità il mese scorso dagli 1,062 milioni di unità di ottobre. Gli analisti si aspettavano un aumento del 6,6% a 1,135 milioni. Il numero dei permessi di costruzione emessi è salito dell’11%, superando così facilmente le aspettative del mercato (flessione dell’1%).

Valute: L’indice del dollaro, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di 6 altre principali valute ha perso lo 0,04% portandosi a 98,17 dopo l’annuncio sull’aumento dei tassi. La coppia EURUSD si è mossa leggermente al ribasso tra $1,1011 e $1,0889. Il cross GBPUSD è stato scambiato al ribasso tra $1,5098 e $1,4961. USDJPY è stato scambiato al rialzo tra ¥121,39 e ¥122,30.

Greggio: I future sul greggio negli USA sono diminuiti di circa il 5% mercoledì dal momento che una importante ricostituzione delle scorte domestiche di greggio ha fatto riemergere le preoccupazioni sull’eccesso di offerta, spingendo al ribasso i prezzi ai minimi a sette anni. Sul mercato ICE, il Brent del Mare del Nord ha ceduto terreno, scambiato tra $38,74 e $37,17. Sul NYME, il light crude statunitense è stato scambiato al ribasso tra $37,34 e $35,29.

Oro: L’oro ha recuperato mercoledì con gli investitori in attesa del risultato dell’incontro della Fed. Sul Comex di New York, l’oro è stato scambiato al rialzo nell’ampio intervallo tra $1.069,10 e $1.084,90 l’oncia.

Indici: I titoli azionari asiatici si sono mossi al rialzo con il Nikkei in positivo sulla scia della positiva sessione overnight di Wall Street. Alla chiusura di Tokio, il NIKKEI ha guadagnato il 2,61%. Alla chiusura di Shanghai, l’Hang Seng ha guadagnato il 2,01%.  Mercoledì i titoli azionari europei hanno registrato performance positive sulla scia della buona performance dei titoli asiatici che si è diffusa anche in Europa. A Francoforte, alla chiusura,  il DAX ha guadagnato lo 0,13%.  Alla chiusura di Parigi, il CAC 40 ha guadagnato lo 0,23%. Alla chiusura di Madrid, l’IBEX 35 ha ceduto lo 0,03%. Infine, a Londra il FTSE ha chiuso con un guadagno dello 0,73%.

I titoli azionari statunitensi hanno ridotto i guadagni ma sono rimasti in territorio positivo mercoledì. I mercati azionari sono rimasti pressoché invariati dopo la notizia dell’aumento dei tassi. Alla chiusura il Dow Jones Industrial average ha guadagnato l’1,28%. L’S&P 500 ha guadagnato l’1,53% e il Nasdaq composite l’1,52%.

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