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AUD/USD – Il dollaro australiano è sceso ulteriormente durante la sessione asiatica a 0,9230 dopo i dati di febbraio sull’approvazione dei permessi di costruzione che sono risultati più deboli del previsto dopo il leggero guadagno registrato a gennaio, deludendo in questo modo la Banca centrale australiana che ritiene cruciale tale settore per rilanciare l’economia dopo che il boom degli investimenti nel settore minerario ha dato segnali di rallentamento.

USD/JPY – il dollaro ha toccato il livello massimo degli ultimi due mesi sullo yen ed è attualmente scambiato a 103,90 nel mercato asiatico in attesa di un report che sarà pubblicato oggi che potrebbe mostrare una crescita nel mercato del lavoro più solida delle attese. Inoltre durante la sessione asiatica la Banca del Giappone ha rilasciato una nuova serie di dati sull’inflazione misurata attraverso l’indice CPI tra le compagnie intervistate nell’indagine Tanakan trimestrale di marzo. Quasi un terzo delle società intervistate si aspetta che l’inflazione salirà solo dell’1% nei prossimi 12 mesi e in questo intervallo di tempo la banca centrale prevede di vedere aumentare l’indice CPI core al 2%.

La BCE che si riunirà domani resta sotto pressione in riferimento al fatto che l’euro ha contribuito per quasi 20 mesi allo slowdown dell’inflazione che è al momento vicino al target del 2% e che ha pesato sulla crescita economica della zona euro. Tra le azioni che il presidente Draghi potrebbe realizzare vi è il taglio dei tassi di interesse della banca centrale o l’interruzione dell’erogazione di liquidità dal programma di acquisto di asset.

Materie Prime

ORO – dopo due giorni di quotazioni negative è attualmente scambiato a 1281,00 nella sessione asiatica, incoraggiando così alcuni investitori ad acquistare il metallo preziosi sulla scia dell’incremento della domanda in Cina, il più grande consumatore di oro al mondo.

Calendario economico

USD – 12:15 GMT - Variazione occupazione non agricola ADP – previsione 195mila

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