Nel forex, il sottostante – ovvero l’oggetto di contrattazione – è rappresentato dalle valute mondiali rappresentate per mezzo di cross valutari i quali possono essere comprati (operatività long) oppure venduti allo scoperto (operatività short), a seconda delle condizioni di mercato. Sui mercati finanziari in senso stretto, invece, il sottostante è rappresentato da società capitalizzate e quotate in borsa, le quali decidono di mettere a disposizione degli investitori, quote di capitale sociale più o meno elevate (flottante). Per tali motivi, chiunque opera sui mercati azionari diventa in qualche modo – e in misura relativamente minima – azionista del titolo che ha acquistato. Ovviamente nel mercato retail, ovvero quello riferibile ai piccoli investitori, le decisioni di acquisto o vendita di un titolo incidono in maniera minimale sull’andamento del titolo stesso; in maniera differente, quando gli investitori istituzionali (banche, hedge fund, stati…) si posizionano a rialzo o a ribasso su di una determinata società quotata, gli effetti sono decisamente rilevanti.

 

Tempo a mercato

 

Dal punto di vista della durata dell’investimento, il forex è sicuramente rinomato per la visione di breve–brevissimo periodo degli operatori stessi, i quali tendono ad aprire e chiudere posizioni molte volte nella stessa giornata, grazie alla forte liquidità del mercato stesso. Oggettivamente questa tecnica di trading intraday è fruibile anche sui mercati azionari, sui quali tuttavia è molto diffusa anche la tecnica d’investimento multi day la quale consiste nel posizionarsi a rialzo o a ribasso su di un titolo e mantenere la posizione aperta per giorni, settimane, se non mesi. La minore – a parità di condizioni – volatilità dei mercati azionari rispetto al forex consente questa strategia operativa.

 

Commissioni e tasse

 

Dal punto di vista fiscale, invece, operare sul forex appare estremamente vantaggioso poiché le uniche imposte sono rappresentate dallo spread ovvero la fonte di guadagno dei broker. Operare sui mercati finanziari invece prevede il pagamento di un’imposta di bollo annuale variabile in proporzione al controvalore degli investimenti generati nell’anno, la tassazione del capital gain (26% in Italia, 34,5% in Francia), la Tobin Tax in Italia, relativa all’operatività su titoli ad elevata capitalizzazione nonché altre imposte variabili relative alle spese di gestione dell’apertura di un conto deposito titoli presso un istituto finanziario.

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